Il secondo è più bello ancora, AperiCeo Rimini – Parte 1

Il secondo è più bello ancora, AperiCeo Rimini – Parte 1

Avete presente Burian bis? Ecco. Avete presente quando Vale diceva, la scorsa volta “(…) Così, sfidando acqua, vento e freddo siderale (e vi assicuro che trascinarsi Celeste con il freddo è sì, un’avventura!) abbiamo raggiunto Corso d’Augusto n. 62.”?

Vedi AperiCeo al Rimini Innovation Square. Il primo appuntamento non si scorda mai

Bene… anche questa volta c’erano ben 6°, perdindirindina! Davvero caldo per essere Primavera, no?! Almeno non pioveva. Ma noi, ovviamente, stavolta siamo arrivate spaccando il minuto!

“Cele, baci&abbracci a tutti, ma io devo andare in bagno.”

Così, espletate le prime formalità, ci siamo avviate alla toilette. Ma, tra il front office e questa, abbiamo incrociato nel corridoio gli organizzatori con… vassoi. Tanti vassoi pieni di cibo!

E siccome io sono una gran faccia tosta, una ragazza non ha fatto in tempo a superarmi che l’ho bloccata, chiedendole un assaggio anzitempo.

“Cele! Aspetta, ché qui abbiamo un’anteprima del buffet. Anzi, ne vuoi pure tu?”.

 

“Certo, Vale, prendi un pezzo di spianata e portalo in bagno…”

Ora, immaginate la scena. La mora e la rossa, come due birre (per non dire due pirla), che davanti alla porta del bagno si scambiano fette di salame, perché una è intollerante e l’altra è golosa. Siamo “COMPLETITOR”, no? E ci completiamo, quasi, in tutto.

Dopo aver colonizzato i bagni siamo tornate a fare ciò per cui siamo arrivate lì. Prima di entrare nell’agorà ci hanno assegnato dei cartellini di riconoscimento, in sostituzione ai post-it colorati della volta precedente. Anche qui, però, una nota di colore permaneva e la leggenda era sempre la stessa: l’arancione, ormai, è il nostro colore fortunato!

Ravanando nelle borse ci siamo accorte di non avere i bigliettini da visita, ma sapete già quanto ne siamo legate, vero? Cioè, nulla, tanto da farne tranquillamente a meno.

Tra pagine Facebook e connessioni di Linkedin preferiamo, in fin dei conti, salvare gli alberi o riciclare la carta e cosa c’è di più creativo se non riadattare i cartellini, aggiungendo i nostri recapiti, da mostrare, far fotografare o “whatsappare” ai nostri interlocutori?

Perché, si sa, oltre che ambientaliste restiamo, comunque, altamente “digital”.

Ma proprio tanto digital, non siamo in fin dei conti, dato che poi ci nutriamo di cibo vero e quindi, anche questa volta, il buffet tentatore era lì ad aspettarci… Mentre avvinghiavamo prelibatezze varie, Luca ci ha colte esattamente con le mani nella marmellata, impossessandosi del microfono per aprire le danze.

Fortunatamente la magnuga si trovava esattamente di fronte al “palco” verso cui tutti erano rivolti e, nonostante i crostini crocchiassero sotto i nostri denti, nel silenzio della platea, almeno nessuno ci osservava…

Al via di Luca la tavola è diventata il fulcro della situazione attorno alla quale, come da intuizione dei nostri ospiti, ha preso vita uno speed date con tutti i crismi: 2 minuti di tempo per conoscersi e successivamente cambiare partner.

Troppo pochi 2 minuti per conoscerci, tant’è che alla fine abbiamo letteralmente fagocitato gli altri.

Troppo pochi 2 minuti, tant’è che anziché seguire le “direttive” impartiteci, il primo gruppo – costituito da Cele, Stefano e Francesca – si è allargato inglobando anche me, e non solo.

Ma in fondo, bastava parlare due alla volta per rispettare la regola, no?

E poi tra persone che si sono autodefinite “disadattati” non ci si poteva non aspettare un comportamento eversivo-sovversivo!

La serata, però, non è incentrata sulla ricerca di interlocutori, bensì sulla presentazione di una startup: non per autocompiacimento dei suoi creatori, ma per esporre ai partecipanti le idee e, soprattutto, le modalità di sviluppo delle stesse per evidenziarne le criticità e le peculiarità. Così da essere di stimolo per eventuali innovatori, ancora un po’ timidi e tentennanti nel mondo dell’imprenditoria giovanile.

L’azienda di cui trattasi è “Tulips – la tua spesa online”, di Cesena.

Un breve focus su idee, modello di business e di esecuzione, che ha subito suscitato la partecipazione di tutti, in un climax di aspettative e di illuminazioni trascendentali. (Suggerimento [MODE ON]: stavolta è questo il copy perfetto) 😉

“Allora Vale, quando vai a fare la spesa tu?”

 

V: “Quando capita? Considerato quanto giro, la spesa rischio che mi vada a male un giorno no e due sì… Tra i weekend in moto e gli appuntamenti di lavoro, spesso mangio cibo preconfezionato nelle mie rosticcerie di fiducia. E non sai quanto mi manchi la verdura!”.

 

C: “Non si direbbe che ti manchi tanto la verdura, viste le fette di salame, che proprio prima del buffet hai volentieri assaggiato…”

 

V: “Disse quella che non aveva notato i mille bicchierini di pinzimonio che stavo collezionando accanto a me…”

“A proposito di verdure. L’hai notato che questi si chiamano, fondamentalmente, “Tulipani”: tu lo sai che i fiori si mangiano?”

 

C: “Certo! Qualche sera fa ti sei persa la mia insalata di rose rosse, carciofi e belga, con un filo di crema balsamica, sale rosa dell’Himalaya, che contornavano il filetto di tacchino impanato nella farina, con spruzzata di limone. Dici che Tulips le ha, le rose?”

 

BUT… To be continued…

Valentina Bertelli e Celeste Priore